La premessa formativa è l’evento conclusivo di ogni progetto di ricerca “On The Border”.
Conclude e contemporaneamente riapre, senza la pretesa di esaurire, anzi…
L’obiettivo è proprio quello di stimolare la voglia di continuare a riflettere, interrogarsi, ascoltarsi e condividere.

 

Discriminazione non è una parolaccia

Discriminare significa operare una distinzione fra persone, cose o situazioni.
In psicologia, è la facoltà percettiva di distinguere stimoli differenti.
Il problema non sta nella discriminazione, il problema sta nei criteri utilizzati per discriminare.
L’obiettivo di questa “Premessa Formativa” è creare cultura, facendo in modo che le organizzazioni ne traggano beneficio.

Come?

  • Lavorando sul termine “discriminazione”: i significati attribuiti, i link cognitivi che genera, i sinonimi e i contrari.
  • Svincolandoci dai contesti: certo quello organizzativo è “tristemente praticato” ma non è il solo, la discriminazione fa parte della nostra vita. Occuparsi solo di “un pezzo” è riduttivo, costrittivo e poco utile.
  • Uscendo dal confine della discriminazione di genere: seppure sia uno fra i più frequenti – e non solo verso il genere femminile – le persone vengono discriminate anche per la loro etnia, la loro religione, la loro età, i loro studi, il loro orientamento sessuale, ecc. Per ragionare di discriminazione dobbiamo mantenere il raggio il più ampio possibile.
  • Arrivando ad una dimensione operativa: è importante riflettere e comprendere ma dobbiamo osare la domanda: “Cosa possiamo fare concretamente per combattere la discriminazione fondata sui criteri sbagliati?”

Le statistiche dicono che occuparci di questo tema è necessario, ad esempio il Global Gender Gap Report del 2015 mostra chiaramente come non ci sia traccia dell’Italia nella classifica dei 10 paesi che discriminano meno.
Mentre invece le nostre percentuali si fanno sentire in negativo:

  • il 27% dei lavoratori in Italia dice di aver subìto discriminazioni generazionali sul lavoro
  • il 26% discriminazioni di genere
  • il 19% per il suo orientamento sessuale
  • il 18% per l’appartenenza etnica
  • il 17% per quella religiosa

Non svegliare il can che dorme…

Qualcuno potrebbe pensare che è meglio non comprarsi una “rogna” gratuita.
In realtà per le organizzazioni è vantaggioso occuparsi di discriminazione per 3 motivi principali:

  1. Sono provati gli effetti positivi del Diversity Management in azienda: il Diversity Management lavora per far sì che le differenze delle persone siano un punto di forza e non la causa di una discriminazione. Questo porta sia dei vantaggi al singolo, che si sente accettato ed inglobato e percepisce la sua diversità come un valore aggiunto per la community, sia dei vantaggi a quest’ultima, che accresce la possibilità di pensare out of the box ed essere più creativa.
  2. La questione dell’immagine: nella ricerca del lavoro il 93% degli italiani si dichiara “molto attento alla reputazione dell’azienda” e l’86% nella ricerca di un lavoro è interessato a sapere se esiste compatibilità tra sé e la cultura aziendale.
  3. La discriminazione é un megatrend: se ne sta parlando molto e se ne parlerà sempre di più. Meglio prepararsi per tempo essendo destinato a diventare un tema con la T maiuscola.

Per affrontare questo tema abbiamo deciso di farci “contagiare”, di farci “influenzare” da un gruppo di ragazzi che del tema discriminazione ha fatto una ragion d’essere.
Stiamo parlando di www.bossy.it, un progetto che si occupa di discriminazione nella sua accezione più ampia e che ha fra i suoi obiettivi quello di creare nelle organizzazioni un ambiente di lavoro meno discriminatorio nei confronti delle Persone.

Non vogliamo parlare di discriminazione stilando classifiche, ogni volta che c’è un best c’è anche un worst e a noi non interessano le pagelle.
Vogliamo creare cultura sul tema parlando con le Persone, senza colpevolizzare loro né i loro contesti.

Bossy ha un approccio scientifico ma non accademico.
Lo staff è giovane e variegato e questo ci permette di avere punti di vista freschi.
Inoltre l’obiettivo non è partire dalle teorie.
L’obiettivo è partire dalle Persone, ascoltare le loro storie e, come dicono loro, “creare cultura insieme”.

 

Discriminazione: l’importanza di riconoscerla come Persone e l’utilità di occuparsene come organizzazioni.

viene realizzato sia nella versione “interaziendale” sia nella versione “in house”: che è dedicata a Persone che appartengono alla stessa organizzazione e può essere realizzato anche presso il cliente.

L’organizzazione mette a disposizione:

  • l’aula (possibilmente oscurabile)
  • il proiettore da collegare ad un PC
  • l’impianto audio
  • 1 copia del materiale cartaceo (fornito da evolve) per ogni partecipante
  • coffee break

Contattateci se avete voglia di elaborare qualche idea…