Cambiamento e “prendersi del tempo”.

Di 24 Agosto, 2015 evolve

Diciamo sempre che non serve farsi dire da altri cosa dovremmo fare ma faremmo un torto alla nostra intelligenza se negassimo quanto invece sia seducente e comodo.
Non solo, negheremmo anche la nostra esperienza: quante volte ci viene da chiedere all’esperto di turno di spiegarci le cose, di dirci cosa e come dovremmo fare?

Per “farsi dire” bastano alcuni minuti di uno bravo a raccontare o a scrivere libri, o tutte e due le cose.
È così che si riempiono i teatri o le aule di formazione con 100 partecipanti.

Farsi motivare da altri (cioè farsi dare le ragioni fondamentali) è come farsi fare un massaggio e lo dico da vero fan: dalla riflessologia plantare al massaggio sportivo.
Motivarsi è come fare ginnastica e lo dico da vero pigro.
Per salire sul tapis roulant o infilarsi le scarpette e andare al parco per 1 ora serve committenza e serve tempo.

In aula affronteremo il tema del cambiamento, senza dire come si fa o come si dovrebbe fare invece.

Apriremo dei file, ascolteremo storie di vita vissuta e metteremo sulla tavola qualche ingrediente.

Ognuno prenderà questi ingredienti e ne farà quel che vuole, quel che può, quel che sa…

Ci prenderemo del tempo per comprendere cosa significano, non in astratto, non per qualcuno in generale ma proprio per ognuno di noi.
Un tempo per domandarsi e ascoltarsi, sarà un tempo preso per sé.

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