Cosa vuol dire «realizziamo progetti ad hoc»? [1/3]

Di 2 giugno, 2014 evolve

Ad hoc, letteralmente per questo, è una locuzione utilizzata per indicare una “cosa” creata per uno scopo ben preciso, per un’occasione o un contesto specifico ed essere quindi “appropriata” non solo nell’effetto (può anche succedere che lo sia in modo naturale o casuale) ma anche nell’intenzione: “concepita per questo”.

Un altro modo per esprimere questo concetto è: su misura.
Può capitare che un abito prêt-à-porter ci piaccia tantissimo, ci calzi a pennello e costi una cifra per noi ragionevole ma “su misura” è quando un sarto è partito da noi, da come siamo fatti, dai nostri gusti, dalle nostre disponibilità, per poi arrivare all’abito (che speriamo, una volta confezionato, ci piaccia tantissimo…).

Nella formazione si distinguono gli interventi “pre-confezionati” e quelli “ad hoc / su misura”.

Gli interventi pre-confezionati sono quelli dove il progettista ha immaginato un bisogno, una domanda, e ha costruito una risposta che pensa sia adeguata.
Il progettista conosce l’argomento, capisce la domanda e sa cosa/come costruire per rispondere ad essa.

Gli esempi si sprecano: parlare in pubblico, gestire i collaboratori, fare team building, problem solving e svariati altri temi.
La convinzione di conoscere il tema e il bisogno, porta il formatore a stabilire un programma fatto di cose che si susseguono secondo uno schema che conduce al risultato atteso.
C’è una strada pre-stabilita da percorrere, se il partecipante la segue… arriva a destinazione.

Questa idea formativa parte da questi presupposti:

  • c’è 1 solo modo “giusto” per fare le cose “giuste”
  • c’è 1 sola definizione di “giusto”
  • “giusto” è tale a prescindere dalle differenze dei contesti
  • “giusto” è tale a prescindere dalle differenze fra gli esseri umani

Questa modalità non è affatto sbagliata, in molti casi della vita funziona proprio così.
C’è un sacco di gente che compera abiti già confezionati, scegliendo fra tanti modelli quello adatto alla circostanza, fra tante misure la propria, fra tanti colori il preferito, fra tanti prezzi quello a portata di tasca.
Anche nell’insegnamento è così.
In più, standardizzando e replicando si abbassano i costi, per cui il rapporto costo/beneficio tende a confermare la scelta di questa modalità.

Siamo più che abituati a muoverci nel recinto del modello “fornitore-esperto / cliente inesperto”

e quindi questa proposta ha un certo appeal.
D’altra parte se non conosco l’inglese, e invece mi serve, devo andare a lezione, e la prof di inglese non solo conosce l’inglese ma lo insegna, saprà dunque anche dirmi cosa devo fare per impararlo…
Stessa cosa se faccio fatica a parlare davanti ad una platea o a negoziare con i miei clienti.
Diciamolo: è una situazione piuttosto seduttiva e rassicurante!

Quando questo processo funziona abbiamo fatto bingo! È la cosa più rapida ed economica che ci possa essere e solo un pazzo non la sceglierebbe.

Già… quando questo processo funziona… E quando NON funziona?

[continua il 16/6]

Commenta