Diciamolo chiaro: cambiare è difficile perché non è naturale.

L’essere umano è fatto per evolvere, giorno per giorno, incessantemente ma impercettibilmente.
L’evoluzione è un processo naturale che ci accompagna e ci caratterizza, mantenendo “stabile” la nostra identità.
È vero, la vita è piena di accadimenti che ci portano a ri-progettare, a ri-adattare, ri-innovare… ma non per questo, fortunatamente, possiamo parlare di cambiamento.

Parliamo di cambiamento quando c’è discontinuità e il passaggio da uno stadio ad un altro è evidente.
È un processo che non chiede il consenso, non promette un esito positivo e certo, e dal quale possiamo anche uscire modificando o perdendo la nostra identità.

Diciamolo forte: cambiare è difficile e invece viene sempre raccontata solo la punta dell’iceberg, dove il cambiamento è “cool” e i contenuti sono solo positivi. Banalità motivazionali…
Però fateci caso: chi parla di cambiamento solo come di una cosa positiva e bella o è certo dell’esito o sta parlando del cambiamento di qualcun altro…

E qualche volta arriva la necessità di cambiare per davvero e lì scopri di non avere le risorse, scopri che le reazioni naturali al cambiamento le hai anche tu, scopri che le emozioni che il cambiamento è in grado di scatenare sono fortissime ma non hai le parole per dirle.
Ti rendi conto che sarebbe il caso di chiedere aiuto ma anche a te, come a tutti, non hanno insegnato come si fa…

Succede così ogni volta nella vita, i cambiamenti avvengono, accadono, ma noi non riusciamo ad imparare qual è il nostro modo di cambiare, né a prepararci per i prossimi cambiamenti.

Nelle organizzazioni il cambiamento spesso è presentato come un fatto indispensabile per sopravvivere e forse è persino vero.
Ma questo non lo rende più facile, nemmeno se lo ordina il capo.
Anzi, spesso sono cambiamenti più faticosi perché subiti e non sempre migliorativi delle proprie condizioni.

Questo dovrebbe suggerire alle organizzazioni di aiutare le Persone a prendersi in carico quando si trovano di fronte ad un cambiamento.
Le organizzazioni hanno bisogno di cambiare ma non cambiano da sole… cambiano solo se le Persone imparano a farlo.

Scriveva Gabriel Garcia Màrquez: La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

La vita vissuta è una sequenza di fatti ma ciò che conta è il significato che noi  attribuiamo a questi fatti.
I fatti e i significati producono la coscienza di un accadimento ma ancora non è sufficiente a raccontare.
Solo se ci reimpossessiamo delle emozioni collegate agli accadimenti, siamo di fronte all’esperienza umana.
Possiamo dire di aver fatto un’esperienza quando abbiamo compreso cosa È accaduto e quando abbiamo compreso cosa CI è accaduto.

Solo il cambiamento raccontato può diventare esperienza.
Vuoi dedicare 1 giorno della tua vita a imparare a raccontarlo?

Contenuti

  • Cos’è il cambiamento (e cosa lo differenzia dall’evoluzione)
  • Come le Persone reagiscono al cambiamento
  • Quali elementi rendono accettabile il cambiamento
  • Come si possono aiutare le Persone a gestire il cambiamento
  • Quali sono le caratteristiche specifiche del cambiamento nelle organizzazioni

La mattinata (9.30-12.30) ruoterà attorno ad un video che ci fornirà gli elementi cognitivi necessari e ci porterà delle testimonianze.
Il video sarà intervallato da momenti di riflessione individuale e autoascolto, che avranno l’obiettivo di accompagnare i Partecipanti nella comprensione pratica degli argomenti trattati.

Il pomeriggio (14.00-19.00) sarà totalmente dedicato alle esperienze dei Partecipanti, lo faremo:

  • rielaborando le riflessioni della mattina con il contributo degli altri Partecipanti
  • condividendo e aiutandoci reciprocamente a comprendere e comprenderci