I PERCORSI FORMATIVI INDIVIDUALI sono una delle modalità con cui: «ci prendiamo cura delle Persone, le aiutiamo a stare meglio nelle loro relazioni, e ad essere protagoniste della loro evoluzione».

PERCORSI
PFI accompagnano nel tempo le Persone attraverso brevi sessioni di lavoro, ANCHE ONLINE.

FORMATIVI
L’obiettivo formativo dei PFI consiste nello sviluppo della competenza relazionale, indipendentemente dal contesto nel quale ci troviamo: sociale, familiare, professionale, o del mestiere che facciamo o del peso specifico che abbiamo nella nostra organizzazione”.

Per un approfondimento del concetto di competenza vi rinviamo qui: https://www.evolveonline.it/la-competenza.html

I PFI non si occupano di indagare, spiegare, interpretare, ecc. né utilizzano strumenti tipici dell’attività psicologica e psicoterapeutica, essendo, infatti, una cosa differente…

INDIVIDUALI
I PFI si realizzano all’interno di una relazione “a 2”: Cliente e Consulente, che permette un’esplorazione totalmente a misura del Partecipante, che è l’unico vero protagonista di questi progetti.
Pur essendo il gruppo un formidabile agente di apprendimento, vi sono alcuni momenti del proprio lavoro formativo dove è meglio avere uno spazio dedicato, dove gli altri sarebbero un peso (se non addirittura un impedimento), e siccome “in natura” sono disponibili setting differenti, evolve da molti anni utilizza anche questo “setting a 2”.

Relazione d’aiuto
«… aiutiamo le Persone a stare meglio nelle loro relazioni…», a darsi un progetto evolutivo, a superare uno stato di difficoltà, attraverso lo sviluppo delle proprie competenze relazionali (anche quella con sé è una competenza relazionale…).
Chiediamo aiuto quando sentiamo che il nostro “patrimonio di risorse” è inferiore a quanto ci sembra necessario, quando paghiamo il prezzo in termini di insuccesso o di eccessivo costo per il risultato conseguito.
Oppure chiediamo aiuto quando di fronte ad un pezzo di strada da compiere sentiamo che «così come sto, mi sa che non ce la faccio…»

La cultura del “non chiedere aiuto”
Ma non è vero che lo facciamo ogni volta che ci serivrebbe.
La cultura in cui viviamo non premia certo chi mostra le proprie difficoltà, anzi idealizza “l’uomo che non deve chiedere mai”.
Ogni segno di cedimento, anche momentaneo, è vissuto come predittivo di un’esclusione: “1 su 1.000 ce la fa” (spesso anche di meno…) e “se ti gira un po’ la testa non puoi stare su questa giostra”.
Questi modelli sciagurati non aiutano a considerare normale la difficoltà, la paura di non farcela, il dubbio, l’incertezza…
Spesso le Persone considerano “non-normale” ciò che sentono e, anziché chiedere aiuto, cercano di zittire il sintomo (il più delle volte è una risposta corporea che ci dice che qualcosa non sta andando come dovrebbe).

Normalità
I PFI sono un’esperienza che ha come oggetto la normalità, la quotidianità.
Le difficoltà che sentiamo non sono l’indicatore della nostra “difettosità” ma il segno che la vita è una ricerca incessante di punti di equilibrio, continuamente persi e ritrovati.
Il Consulente, con le sue competenze (umane e metodologiche), ha il compito di accompagnare il Cliente nell’affrontare, con i propri tempi e disponibilità, i propri progetti e le proprie, normali, difficoltà relazionali.

Ho chiesto aiuto ma guido io!
I PFI sono progetti ad “adesione volontaria”: anche quando viene proposto dall’organizzazione, è la Persona/Cliente che decide se e quando aderire al progetto.
I PFI non sono una delega in bianco a qualcuno che ne sa più di me, bensì una richiesta ad una Persona che può aiutarmi: ma l’esperto di me stesso sono io!

Privacy e segreto professionale
È irrilevante chi paga! Il progetto è sempre e comunque del Cliente!
Nulla, di ciò che accade all’interno delle sessioni di lavoro, esce a cura del Consulente.
È il Cliente a decidere se, come e a chi dare visibilità del proprio percorso.

Ora, se volete approfondire chiedete un incontro “free”. ANCHE ONLINE.