«la competenza [2/2]»

Di 14 marzo, 2015 evolve
[Leggi la prima parte]

 

competenze e complessità

Molte volte, per ottenere un risultato servono più comportamenti ed alcuni risultati sono premesse per altri risultati.

competente è la Persona in grado di assemblare “n” comportamenti efficaci per ottenere un risultato atteso

Nello slang formativese spesso la competenza prende il nome del comportamento o del risultato.
Ad esempio l’ascolto (meglio ancora: il far sentire l’altro ascoltato) è il risultato, ascoltare è il comportamento e i corsi sull’ascolto sviluppano la competenza di ascolto.

Come in un gioco di scatole cinesi troviamo delle competenze con all’interno altre competenze che sono composte a loro volta da altre competenze.

La competenza “complessa” ne contiene altre (più semplici).
La competenza di ascolto (per stare nello stesso esempio) si manifesta attraverso competenze più semplici, necessarie ad assemblare comportamenti più semplici.
Ovviamente non è solo una somma di cose più semplici che vengono affiancate ed aggiunte, ogni “aggiunta” va a ridefinire non solo il rapporto fra le parti ma il sistema nel suo insieme: coerenza interna del sistema.
Ciò che normalmente accade nei gruppi di Persone quando si aggiunge un nuovo membro, può essere un esempio calzante.

L’apoteosi è rappresentata dalla competenza relazionale: composta da competenze complesse che generano il sistema più complesso, almeno dal punto di vista “umanistico”.

All’interno di questa “rete” di competenze possiamo osservare come il medesimo comportamento possa essere, nello stesso istante, indicatore di competenze differenti: ed esempio “domandare” può essere indicatore della competenza di “ascolto” così come della competenza di “diagnosi”.

Aggiungiamo inoltre che non c’è una sola strada che conduce alla meta, possiamo osservare differenti combinazioni di comportamenti efficaci relativi alla medesima competenza.

Sia nel senso che Persone diverse, per affrontare con successo la stessa situazione problematica, possono utilizzare risorse differenti o differenti combinazione di esse, sia che la medesima Persona può variare nel tempo il proprio mix: fare diversamente bene la stessa cosa o fare ugualmente bene la medesima cosa, agendo però azioni differenti.

La competenza dunque è mutevole, varia nel tempo ed è soggettiva: varia da Persona a Persona.

Incrociare le caratteristiche del tema competenza con le caratteristiche della soggettività ci dà la misura della complessità da affrontare.

Sarà per questo che “sorridiamo” di fronte ai corsi tecnici sulle soft skills? (Stiamo parlando di soggettività e invece ci propinano le procedure comportamentali standard, uguali per tutti…)

competenze e formazione

Ci sono alcuni comportamenti che non risentono della criticità del “perché”, né richiedono particolari diagnosi circa il contesto.
Motivati o meno, per spegnere un PC basta fare Ctrl+Alt+Canc.
E probabilmente funziona indipendentemente da chi lo fa, da quando lo fa e da dov’è quando lo fa, ecc.

Sapere che se fai Ctrl+Alt+Canc spegni il PC e saperlo fare (occorre provare a farlo una volta, così da imparare che dev’essere un unico gesto e non una sequenza) consente di addestrarsi all’operazione.

Addestramento: rendere destri, abili, pronti a realizzare una procedura comportamentale efficace, “prova e riprova fino a che non l’hai imparata e non sbagli più…”.

Quando si lavora sulle competenze “soft” (tendenzialmente complesse), anche nel campo del sapere e saper fare, l’area del “dipende” è infinitamente più vasta di quella del “certamente” e la quota, pur esistente, di “destrezza” non è sufficiente a garantire l’efficacia.

Si abbandonano le certezze delle procedure e delle regole per salire di un livello logico e incontrare i criteri, i collegamenti e le discipline differenti che inevitabilmente e utilmente contagiano.
Si scopre che interrogarsi sul perché è più utile e meno facile, che il viaggio è solo in minima parte fra le cose ma prevalentemente dentro di sé.

E siccome è un lavoro più lungo del semplice addestrare, noi di evolve preferiamo utilizzare le risorse (temporali/economiche) che i clienti mettono a disposizione per potenziare questo lavoro sulle premesse al comportamento, usare l’aula di formazione come contesto (ecco perché si usa il termine esperienziale) e lasciare alla Persona e al “post-aula” il compito di declinare nei propri contesti l’apprendimento sviluppato.

i corsi di formazione

Ogni corso di formazione è finalizzato a sviluppare una o più competenze: cocktail fatti di cocktail, fatti di cocktail…

Nessuna viene sviluppata in modo isolato, nessuna completamente o definitivamente.

Ogni occasione formativa si incastona nell’anello della vita di ogni partecipante, assume una forma in funzione di ciò che già c’è e contribuisce a dare una nuova forma al tutto, riceve e rilascia “senso” e diventa una cosa unica, un pezzo unico che non può essere paragonato, comparato, misurato…

Ecco perché dire “ho già fatto un corso sulla comunicazione” non vuol dire nulla.

È come dire “ho già letto un libro” o “ho già amato una persona”.

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